Luglio
Traduco Ambedkar e penso agli elementi primi. Un uomo ucciso dalla polizia. Un cantastorie alla feste medievale di Monteriggioni. E dell’oro inaspettato. Con Ermes si parla di sogni e di parole.
Giugno
Fioriscono la catalpa e l’acanto: e il parlottare amico delle cicale. Cerco di insegnare a Ermes la parola magica, che non è abracadabra. Una diversa prospettiva, che occorre che mi diventi sangue e respiro. Un esserino morto, sulla via.
Maggio
La pace di Ponte allo Spino e dell’Orto dei Pecci e il compleanno di Xho ad Arezzo. Con Ermes si parla del diritto alla vita degli insetti. Un esserino morto, sulla via.
Aprile
Ermes assaggia per la prima volta il miele e fa il suo primo acquisto. Osserviamo la trasformazione primaverile del parco, che è ora pieno di ranuncoli. La bellezza del lago d’Iseo – “il mio laco d’Iseo”, dice Ermes – e il parco delle incisioni rupestri di Naquane. Trump continua nella sua follia.
Marzo
Gli Stati Uniti uccidono bambine in una scuola iraniana. Pensieri per giorni di pioggia. Un albero che la morte non ha salvato dal taglio; e ancora morte. Rothko a Firenze. Fiorisce l’ornitogallo.
Febbraio.
Ancora pensieri sull’altro: e sulla violenza. A Foggia per rinunciare a una cosa. La bellezza altera del volto di una Madonna di Carlo Crivelli ai Musei Vaticani; e il brusio della Cappella Sistina. Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran.
Gennaio
Capodanno a Macerata. L’ICE uccide a sangue freddo René-Nicole-Good e poi Alex Pretti. Gli Stati Uniti invadono il Venezuela e arrestano il presidente Maduro. Ermes scopre la neve. Esce un mio libro. Una conferenza bianca. E pensieri sull’altro.
2025
Dicembre
La meraviglia di fronte a un albero scintillante: e la felicità che forse è un un treno a valore prima di andare a scuola. Ancora un riccio morto che è quasi nulla ormai. Ontologia di Babbo Natale e fenomenologia dell’altro. A via Camollia si fa a gara a chi arriva prima.
Novembre
Il funerale di una ragazza di ventiquattro anni. Un riccio morto in un prato. Un fiore azzurro che non cerca nulla. Il fico si ritrae verso la sua forma invernale.
Ottobre
Ancora in piazza per Gaza; Ermes ha imparato a scandire “Free Palestine”. L’autunno arriva, il fico comincia a perdere le foglie. Ermes cerca di curarlo. Forse i processi sono reversibili: può essere che lui veda dove io non posso. In un bar di periferia un vecchio parla di un altrove. Una Madonna scomparsa rivela, forse, il sacro.